La tassa che vorrei.

16:37 Unknown 0 Comments


ICI, TARI, TARSU, TASI, IRAP, IVA…. Quante sigle e quante tasse… balzelli fortemente osteggiati, balzelli causa degli italici mal di testa, fonti principali di ogni dibattito politico che si rispetti. Nella programmazione però c’è un grande assente, l’unica vera tassa necessaria al futuro degli italiani e del pianeta stesso, l’unico balzello che la sottoscritta vorrebbe vedere nascere: la carbon tax. L’eco-tassa per eccellenza, un tributo fondamentale che scoraggi l’uso dei combustibili fossili e riporti i piani energetici italiani su un percorso veramente rinnovato e rinnovabile.

 

Se n’era parlato in una delega fiscale del Governo Monti, ma nessuna legge ecologica ha visto la luce. 

Al contrario negli ultimi anni abbiamo assistito a politiche assurde che finanziano l’uso del carbone e la ricerca su fantomatiche catture di CO2, che assieme allo sperpero di grosse somme di denaro pubblico potrebbero comportare sconvolgimenti del territorio inimmaginabili.

La Finlandia ha adottato la sovrattassa CO2 già 24 anni or sono… e nonostante ciò i prezzi dell’energia sono tra i più bassi d’Europa. Certo questo anche grazie (purtroppo!) al nucleare… Anche la Svezia rientra tra le nazioni virtuose che negli anni ha aumentato il costo di ogni tonnellata di CO2 emessa e la tassa è presente anche in Danimarca, Norvegia, Irlanda e Paesi Bassi. Il nord Europa quindi più lungimirante ha tassato chi inquina, noi invece tassiamo le rinnovabili e incentiviamo l’inquinamento,  loro la carbon-tax e noi il capacity-payment : quanta tristezza!

Ma ancora più triste è come a seguito dell’adozione dell’eco-tassa in Australia, si siano mosse le lobby del carbone al fine di fare abolire la tassa e nel contempo influenzare il prossimo G20. Nello stesso momento in cui l’ONU si occupa di cambiamenti climatici e cerca soluzioni (almeno a parole) Peabody mette in atto una campagna di promozione all’uso del carbone e all’eliminazione di una tassa che a detta loro provocherebbe l’aumento indiscriminato del prezzo dell’energia e sarebbe alla base della disoccupazione nel Vecchio Continente! Peccato che i paesi europei al momento più in difficoltà questa tassa non l’abbiamo mai adottata.



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