Con la speranza che non sia un buco nell’acqua.

19:36 Unknown 0 Comments


Un coro di voci si innalza volto a proteggere le nostre coste, accanto a Greenpeace anche Ficarra e Picone dicono no alle trivelle nel Canale di Sicilia, Luca Zingaretti sostiene pubblicamente l’appello del WWF, le rete si riempie di post e articoli… sono in molti a dire NO.



Ma non basta. Il governo continua sulla strada tracciata e al fine di evitare rischi inutili propone il suo decreto Sblocca Italia che oltre all’italico stivale si propone lo sblocco dell’italica trivellazione. Nei fatti gli enti locali perdono il veto sulla ricerca di petrolio e vedono l’esclusione delle royalties dal patto di stabilità. Quindi tanti buchi e niente soldi!

Certo la mancata possibilità del veto per la Sicilia non è un problema, il nostro governo locale non ha dubbi sulla necessità di mettere a rischio l’intera costa. Crocetta ne è convinto: porteranno ingenti ricchezze, almeno 500 milioni di euro di royalties all’anno. Quindi a sentire il nostro governatore le trivelle sicule permetteranno introiti superiori all’attuale gettito complessivo per tutta Italia. Sarebbe utile capire come è stato possibile fare una tale previsione, ma questa è un’altra storia.

Non mancano le voci a favore, come quella dell’Assessore Purpura che vorrebbe sostenere contestualmente turismo e trivelle, nella pratica vorrebbe la “botte piena e la moglie ubriaca!”, e a sostenere l’estrazione petrolifera anche il Giornale di Sicilia che attraverso la voce del suo esperto parla di pregiudizi nei confronti dell’oro nero e di “verdi” paradossi.

In ogni caso il dado era già stato tratto a giugno scorso con la sigla del patto tra la Regione Sicilia e i petrolieri. Il protocollo del 17 giugno che coinvolgeva la Regione, Assomineraria, Enimed, Edison e Irmino ha fatto decadere i precedenti atti del governo Lombardo che arginavano la possibilità di dare nuove autorizzazioni.

Tale accordo è stato fondamentale, il primo passo nel cambio di rotta di un’isola che navigava spinta dal vento verso le rinnovabili e adesso scava nel sottosuolo… e speriamo che alla fine non sia stato un inutile buco nell’acqua!




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