Con la speranza che non sia un buco nell’acqua.
Un coro di voci si innalza volto a proteggere le nostre coste, accanto a Greenpeace anche Ficarra e Picone dicono no alle trivelle nel Canale di Sicilia, Luca Zingaretti sostiene pubblicamente l’appello del WWF, le rete si riempie di post e articoli… sono in molti a dire NO.
Ma non basta. Il governo continua sulla strada tracciata e al fine di evitare rischi inutili propone il suo decreto Sblocca Italia che oltre all’italico stivale si propone lo sblocco dell’italica trivellazione. Nei fatti gli enti locali perdono il veto sulla ricerca di petrolio e vedono l’esclusione delle royalties dal patto di stabilità. Quindi tanti buchi e niente soldi!
Certo
la mancata possibilità del veto per la Sicilia non è un problema, il
nostro governo locale non ha dubbi sulla necessità di mettere a rischio
l’intera costa. Crocetta ne è convinto: porteranno ingenti ricchezze,
almeno 500 milioni di euro di royalties all’anno.
Quindi a sentire il nostro governatore le trivelle sicule permetteranno
introiti superiori all’attuale gettito complessivo per tutta Italia.
Sarebbe utile capire come è stato possibile fare una tale previsione, ma
questa è un’altra storia.
Non
mancano le voci a favore, come quella dell’Assessore Purpura che
vorrebbe sostenere contestualmente turismo e trivelle, nella pratica
vorrebbe la “botte piena e la moglie ubriaca!”, e a sostenere
l’estrazione petrolifera anche il Giornale di Sicilia che attraverso la
voce del suo esperto parla di pregiudizi nei confronti dell’oro nero e
di “verdi” paradossi.
In ogni caso il dado
era già stato tratto a giugno scorso con la sigla del patto tra la
Regione Sicilia e i petrolieri. Il protocollo del 17 giugno che
coinvolgeva la Regione, Assomineraria, Enimed, Edison e Irmino ha fatto
decadere i precedenti atti del governo Lombardo che arginavano la
possibilità di dare nuove autorizzazioni.
Tale accordo è stato
fondamentale, il primo passo nel cambio di rotta di un’isola che
navigava spinta dal vento verso le rinnovabili e adesso scava nel
sottosuolo… e speriamo che alla fine non sia stato un inutile buco
nell’acqua!

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