L' energia di un mare in tempesta

18:51 Unknown 0 Comments

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E’ recente la notizia della presentazione a Bruxelles di un Piano di Azione a sostegno dell'energia rinnovabile generata da onde, maree e correnti marine, ad opera dei commissari Maria Damanaki (Affari marittimi e alla pesca) e Guenther Oettinger (Energia).
Secondo le loro previsioni l'energia blu potrà soddisfare il 78% del consumo energetico dell’Unione Europea.
Energia pulita direttamente dagli oceani! A prima vista sembrerebbe una bella notizia, ma… rinnovabile  non è necessariamente sinonimo di basso impatto ambientale:  così, come in ogni circostanza della vita, occorre agire sempre con equilibrio.



“Rinnovabile” è il combustibile: mare, sole e vento sono una risorsa a disposizione dell'uomo a tempo indeterminato. La Terra non è “rinnovabile”! La Terra se rovinata non si "rinnova", ma così deturpata viene trasmessa ai nostri figli.
La domanda è scontata: l'energia blu è energia sostenibile?
La tecnologia più affermata e meno costosa è al momento rappresentata dalle centrali "a barriera". Tali centrali  modificano pesantemente l’habitat per le specie animali e vegetali, sia durante il periodo  di costruzione che durante il periodo di normale funzionamento dell’impianto. A causa del forte impatto ambientale, si arriva alla scomparsa di molte specie di pesci e piante, andando così a modificare permanentemente l’ecosistema del luogo in cui viene costruita la diga.  Altre tipologie a minor impatto ambientale esistono,  presentano però maggiori costi di realizzazione e gestione. Si tratta in ogni caso di centrali di grandi dimensioni realizzabili solo dai colossi dell'energia.
Ma non sarebbe meglio salvaguardare le energie rinnovabili da tecnologia fotovoltaica? O meglio: non sarebbe più opportuno tornare a incentivare i piccoli impianti europei?
Sicuramente più sostenibile è la produzione da energia fotovoltaica dai piccoli impianti privati: un'energia distribuita che non è prodotta dai grandi colossi, non viene necessariamente dall'estero, ma è un prodotto a chilometro zero.
I piccoli impianti collocati sui tetti sono "ambientalmente corretti", producono energia senza emettere CO2 in atmosfera, non hanno un impatto visivo degradante del territorio, specie nei tetti a falde dove vengono installati in maniera complanare, non rubano terreno all'agricoltura, diminuendo le scorte alimentari.
Un futuro rinnovabile, un futuro sostenibile è un futuro ove ogni abitazione, ogni impresa artigiana, ogni industria è in grado di produrre l'energia necessaria al proprio consumo. Solo questa soluzione può veramente rappresentare sviluppo in termini economici e ambientali. 

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