L' energia di un mare in tempesta
E’ recente la notizia della presentazione a Bruxelles di un Piano di Azione a sostegno dell'energia rinnovabile generata da onde, maree e correnti marine, ad opera dei commissari Maria Damanaki (Affari marittimi e alla pesca) e Guenther Oettinger (Energia).
Secondo le loro previsioni l'energia blu potrà soddisfare il 78% del consumo energetico dell’Unione Europea.
Energia pulita direttamente dagli oceani! A prima vista sembrerebbe una bella notizia, ma… rinnovabile non è necessariamente sinonimo di basso impatto ambientale: così, come in ogni circostanza della vita, occorre agire sempre con equilibrio.
“Rinnovabile” è il
combustibile: mare, sole e vento sono una risorsa a disposizione
dell'uomo a tempo indeterminato. La Terra non è “rinnovabile”! La Terra
se rovinata non si "rinnova", ma così deturpata viene trasmessa ai
nostri figli.
La domanda è scontata: l'energia blu è energia sostenibile?
La tecnologia più
affermata e meno costosa è al momento rappresentata dalle centrali "a
barriera". Tali centrali modificano pesantemente l’habitat per le
specie animali e vegetali, sia durante il periodo di costruzione che
durante il periodo di normale funzionamento dell’impianto. A causa del
forte impatto ambientale, si arriva alla scomparsa di molte specie di
pesci e piante, andando così a modificare permanentemente l’ecosistema
del luogo in cui viene costruita la diga. Altre tipologie a minor
impatto ambientale esistono, presentano però maggiori costi di
realizzazione e gestione. Si tratta in ogni caso di centrali di grandi
dimensioni realizzabili solo dai colossi dell'energia.
Ma non sarebbe meglio
salvaguardare le energie rinnovabili da tecnologia fotovoltaica? O
meglio: non sarebbe più opportuno tornare a incentivare i piccoli
impianti europei?
Sicuramente più
sostenibile è la produzione da energia fotovoltaica dai piccoli impianti
privati: un'energia distribuita che non è prodotta dai grandi colossi,
non viene necessariamente dall'estero, ma è un prodotto a chilometro
zero.
I piccoli impianti
collocati sui tetti sono "ambientalmente corretti", producono energia
senza emettere CO2 in atmosfera, non hanno un impatto visivo degradante
del territorio, specie nei tetti a falde dove vengono installati in
maniera complanare, non rubano terreno all'agricoltura, diminuendo le
scorte alimentari.
Un futuro
rinnovabile, un futuro sostenibile è un futuro ove ogni abitazione, ogni
impresa artigiana, ogni industria è in grado di produrre l'energia
necessaria al proprio consumo. Solo questa soluzione può veramente
rappresentare sviluppo in termini economici e ambientali. 
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