Se decidessi di chiamarmi aquila non imparerei a volare.

16:44 Unknown 0 Comments


Il comunicato stampa del Ministero dello Sviluppo Economico risale ad Agosto 2014 e a prima vista sembrerebbe una gran bella notizia. Il programma di ricerca si occuperà infatti di energia pulita, parole chiare: un centro di eccellenza finanziato da 30 milioni di euro nell’ambito del polo tecnologico del Sulcis ove operano l’Enea e Sotacarbo!....

-      Sotacarbo?-   Si  Sotacarbo!
-      E cos’è?
-     SOTACARBO: Società Tecnologie Avanzate Carbone S.p.A. 





Ed ecco che al solito solleviamo il tappeto e troviamo la polvere nascosta! Decantiamo energia pulita e coinvolgiamo nella ricerca una società che si occupa niente poco di meno che … di carbone!

Stiamo girando in tondo e torniamo sempre allo stesso punto, gira e rigira torniamo al carbone. Le linee di attività del centro di ricerca sono state delineate molto chiaramente: uso sostenibile di combustibili fossili.

Ma scherziamo? I combustibili fossili non sono sostenibili per loro stessa definizione! Non è cambiando il nome di un oggetto che se ne cambia l’essenza! Se decidessi di chiamarmi aquila certo non imparerei a volare!

Torna ancora una volta la favola del “carbone pulito”, le lobby continuano a far pesare i loro interessi  e raccontano che riusciranno e realizzare tecnologie “zero emissions” per la produzione da energia elettrica da carbone, in questo modo ottengono finanziamenti che sarebbero stati più utili se dati alle cause sostenibili davvero!

Il piano di attività del polo tecnologico prevede infatti la realizzazione di studi e sperimentazioni
sulla produzione di combustibili liquidi da carbone (incluso il carbone Sulcis), sulle tecnologie CCS (Carbon Capture and Storage) di cattura e confinamento della CO2 anche con l’ausilio di tecnologie di ossicombustione. Tra l’altro queste ultime sono processi al momento costosissimi e testati su impianti molto piccoli che aumentano la concentrazione di CO2 nei fumi ai fini di facilitarne la cattura.

Scopo finale del progetto è la cattura dell’anidride carbonica e il confinamento della stessa nelle rocce del Sulcis: mi viene in mente Sant’Agostino e il bimbo armato di conchiglia che tenta di riversare tutta l’acqua del mare nella buca sulla sabbia.

Piccola nota amara a fine articolo: laddove si sperasse in occupazione per i minatori ci si rimarrebbe delusi, la stessa società in un post su Facebook ha dichiarato che il carbone verrà importato.

Per approfondire


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