Verdi illusioni
Unanime il desiderio di abbassare le emissioni quindi, ma quali sono le nazioni che più impattano a livello globale? Ci viene in aiuto una mappa interattiva pubblicata dalla rivista americana on line “Slate” elaborata dalla fondazione “World Resources Institute”.
I risultati sono
sconvolgenti, negli 10 ultimi anni le emissioni di anidride carbonica in
atmosfera sono di gran lunga superiori a quelli dell’intero periodo che
va dal 1970 al 2000. Ma a quella che i cronisti di Slate hanno chiamato
“Una sporca storia” va sommata un’altra storia, una storia che vorremmo
chiamare “Verde”, ma che di verde purtroppo ha solo il ricordo: la
deforestazione che ha caratterizzato il pianeta negli ultimi anni.
In questa analisi ci
viene in aiuto un’altra mappa interattiva, questa volta realizzata da
alcuni ricercatori dell’Università del Maryland con l’ausilio di Google
Earth. I risultati sono evidenti: da una parte l’atmosfera si annerisce
di carbone, dall’altra una delle armi a nostra disposizione, il
mangia-co2 per eccellenza, l’albero scompare!
Nel lasso di tempo che
va dal 2000 al 2012 la terra ha infatti detto addio a circa 1,5 milioni
di km2 di foreste, nonostante abbia tentato di salvare il salvabile
piantandone 800 mila km2, gli incendi, gli uragani e i disboscamenti
hanno comunque comportato un bilancio fortemente negativo.
In un’ottica globale
vanno considerate entrambe le mappe. E’ chiaro che non è pensabile
riuscire a bloccare il progresso, progresso che per certi aspetti sembra
averci fatto regredire…, è chiaro che è un illusione immaginare che in
pochi anni il pianeta possa essere testimone di una forte inversione di
tendenza che vede le emissioni climalteranti diminuire. E’ una illusione
per tanti motivi: sicuramente perché la produzione di energia da fonti
fossili sembra essere diventata inarrestabile, e il calo del prezzo del
carbone non aiuta certo l’ambiente. I paesi emergenti hanno più a cuore i
profitti che l’ecosistema mondiale e continueranno imperterriti per la
loro grigia strada; anche i paesi considerati “terzo mondo” con il tempo
cominceranno a vedere la luce: si presuppone che molti villaggi si
“civilizzeranno” ottenendo l’illuminazione e le comodità elettriche come
il resto del pianeta...
Le
fonti di energia rinnovabile e le tecniche di efficientamento
energetico da sole non posso fare il miracolo. Serve fare di più, agire
su tutti i fronti e coinvolgere le foreste nelle lotta ai cambiamenti
climatici. Occorre sfruttare le caratteristiche “naturali” della Terra
per mitigare l’impennata delle emissioni di CO2, questo accompagnando
politiche di riduzione delle emissioni basate sugli incentivi alle
rinnovabili e disincentivi all’uso del carbone (lo so sono un’illusa!) a
politiche serie di prevenzione degli incendi, di forestazione delle
aree degradate.
La risposta è nell’equilibrio… e le verdi illusioni diventano realtà.

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