13 a tavola

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Coprono poco più del 12% della produzione elettrica nazionale, importano il 90% della materia prima di cui necessitano, inquinano... inquinano tanto...
Le centrali a carbone in Italia sono 13.
Abbiamo appreso recentemente la notizia dei sigilli apposti ai cancelli della centrale Tirreno Power di Vado Ligure che non ha rispettato i limiti nelle emissioni. La procura di Savona ha chiaramente parlato di un nesso tra i fumi della centrale e la morte di 442 persone in 7 anni ed ha aperto due filoni di inchiesta uno per disastro ambientale e l'altro per omicidio colposo. 



Le centrali a carbone in Italia sono 13.
Mi chiedo preoccupata quale sia la situazione delle altre 12.  
Allora mi metto in viaggio.. in rete, ... da nord a sud... per l'intero stivale.
 

Indosso una mascherina e inizio il mio viaggio tra le polveri sottili.
Subito ad est di Vado Ligure mi imbatto nella centrale termoelettrica di Genova, dovrebbe essere disattivata entro il 2017 ma è già sotto inchiesta da gennaio 2013. Ha già saldato una salatissima multa di 8.000 euro per il mancato rispetto delle prescrizioni e il superamento dei limiti di emissioni.
Resto in Liguria, visito la centrale di La Spezia: anche lei è oggetto di inchiesta. La centrale spezzina, che negli ultimi mesi del 2013 aveva ottenuto il rinnovo per altri otto anni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, è accusata dai comitati ambientalisti sulle modalità con cui vengono eseguite le operazioni di scarico del carbone dalle navi.
Mi sposto a nord: ecco la città di Brescia che entra di diritto nella classifica di Legambiente dei 10 luoghi più inquinati di Italia ("Mal'aria 2013") e conquista il 7 posto! Sarà forse anche merito della centrale a carbone?
Il nord adriatico ospita tre centrali a carbone: Monfalcone, Fusina e Marghera. Tra queste la centrale di Monfalcone si era aggiudicata il 7° nella classifica di Legambiente "Mal'aria 2012" in merito alle emissioni di monossido e diossido di azoto. Complimenti vivissimi!
In Lazio la centrale di Torrevaldaliga nord: le Procure della Repubblica di Roma e Civitavecchia ne hanno chiesto il sequestro.
In Umbria la centrale di Gualdo Cattaneo: l'unica d'Italia situata nel centroterra. Per la sua posizione non può ricevere il combustibile a mezzo mare: l’approvvigionamento del carbone compie un giro di mezzi che parte dall’Indonesia per arrivare a Trieste,  quindi al porto di Ancona, da dove viene trasportato su rotaia fino a Foligno e, finalmente, sui camion fino alla centrale. Che efficienza!
Mi dirigo a sud ed ecco Brindisi che ospita la centrale termoelettrica Federico II (Brindisi sud), sotto processo proprio per le polveri sottili che ha sparso in tutta la regione circostante. Nella stessa città la centrale di Brindisi Nord, attualmente ferma per questioni economiche, è oggetto di un’inchiesta giudiziaria con lo scopo di accertare se il carbonile della centrale abbia causato l’inquinamento del suolo e del sottosuolo.
In Sardegna Fiume Santo e Sulcis.A detta della società elettrica proprietaria E.on "La centrale di Fiume Santo è dotata di sistemi ambientali molto avanzati in grado di abbattere gli elementi inquinanti presenti nei fumi di combustione" nei gruppi 3 e 4. Peccato che in merito ai gruppi 1 e 2 la stessa E.on abbia chiesto al ministero dell'Ambiente una proroga delle emissioni di anidrite solforosa, gruppi 1 e 2 già destinati alla chiusura in quanto dichiarati altamente inquinanti dallo stesso Ministero dell'Ambiente e dagli accertamenti del Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri di Sassari.Infine la centrale del Sulcis: il lupo travestito d'agnello.
Le centrali a carbone in Italia attualmente sono 13,
13 alla tavola del "magna magna" energetico italiano,
suppongo che debba essere superstizioso colui che vuole realizzare l'altra centrale a Saline Joniche!

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