Il bastone e la carota
La loro preoccupazione è anche la nostra: la sicurezza energetica anche in relazione ai recenti accadimenti in Ucraina; all’incontro mancava la Russia (perché?).
Le loro soluzioni? Per i partecipanti all’incontro fondamentale è lo sviluppo di mercati energetici flessibili e competitivi, la parola flessibilità è ormai di “tendenza” e va bene per tutto! La parole d’ordine è precarietà dal lavoro all’energia: del resto è risaputo ormai che del domani non c’è certezza!
I ministri hanno chiaramente dichiarato il loro sostegno alle tecnologie a basse emissioni di anidrite carbonica, ed alla lettura di ciò un luccichio di gioia aveva illuminato il mio sguardo, sguardo che si è immediatamente incupito alla lettura del seguito… le tecnologie pulite non erano solamente le energie rinnovabili, ma anche il nucleare e i metodi di cattura e sequestro dell’anidride carbonica. ANCORA?
Ora
tutto è chiaro! Il mondo continua ad andare sempre allo stesso modo. Da
una parte i responsabili dell’approvvigionamento energetico attuale
affermano di promuovere efficienza l’energetica e le energie pulite e
sostenibili, nei fatti danno una carota a noi asinelli, che li
ascoltiamo e li votiamo, e subito dopo ecco il bastone: nucleare,
centrali a carbone, apertura di nuovi percorsi energetici per il gas… e
l’indipendenza energetica dove sta?
Io vedo l’indipendenza
energetica nella produzione in loco di energia e le uniche fonti a
disposizione di tutti, indipendentemente dalla bandiere che sventolano,
sono il vento e il sole.
La politica energetica
che aveva favorito il conto energia dal 2007 in poi, aveva permesso la
produzione di energia elettrica “casalinga”, piccoli impianti sulle
abitazioni che garantivano l’indipendenza alle famiglie, garantivano
l’indipendenza delle persone dalle società elettriche internazionali.
Meglio allora il
nucleare, meglio il carbone, meglio il gas dal sud del mondo, non sia
mai che troppe famiglie europee imparino a produrre l’energia
direttamente a casa propria!!!

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