UNNI AMA IRI JENNU

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E' stato appena pubblicato il rapporto I-COM sull'innovazione energetica che offre un'istantanea sugli investimenti nella ricerca e nell'innovazione energetica attraverso un confronto sui livelli regionale, nazionale e mondiale.
Il rapporto si apre con una nota positiva: gli investimenti globali in ricerca e sviluppo nel 2012 raggiungono un record storico giungendo a 1.346 miliardi  segnando un rialzo rispetto all'anno precedente e nonostante il persistere dei venti di crisi. Ovviamente sono i paesi emergenti a fare la parte del leone....


L'Europa investe meno rispetto a Giappone e Cina, l'Italia dal canto suo investe meno della metà rispetto a Francia e Germania, meno rispetto al Regno Unito,  e questo non solo negli ultimi anni segnati dalla crisi, ma da sempre! Siamo il fanalino di coda insieme ai cugini spagnoli.

Analizziamo i numeri.

La Germania, ad esempio, ha investito nella ricerca nel settore fonti rinnovabili nell'arco di tempo che va dal 2002 al 2012 oltre 4000 milioni di dollari, la Francia 1122,  l'Italia nello stesso periodo poco più di 850. E pensare che le rinnovabili sono additate quasi fossero le colpevoli della crisi che imperversa... fossero loro ad aver "mangiato" tutte le risorse italiane degli ultimi anni...

La ricerca nel settore efficienza energetica è stata oggetto di oltre 800 milioni di dollari "tedeschi" , di 1.665 milioni di dollari "francesi" e di 959 milioni di dollari "italiani".

La Francia ha investito un'enormità nella ricerca sull'innovazione tecnologica nel settore dei combustibili fossili (1991 milioni di dollari), settore questo che vede un sostanziale pareggio Italia-Germania, anzi a onor del vero il bel paese ha speso un po' di più (379 milioni di dollari) ... del resto come non investire qualche soldino nella ricerca sulle centrali a carbone pulite? Assocarboni ci rimarrebbe male!

Ma il fiore all'occhiello della ricerca italiana, almeno da un punto di vista di investimenti, di soldi pubblici, (i nostri soldi pubblici!) è la ricerca nel settore "nucleare"... Udite udite lo stato italiano ha investito nella ricerca in questo settore sicuro e pulito la bellezza di 1327,8 milioni di dollari in 10 anni! Direte voi molto meno di quanto ha investito la Germania, e meno della Francia, ma sempre molto di più di quanto destinato all'efficienza energetica e alle rinnovabili.
Ovviamente il referendum del 2011 ha rimodulato la cifra destinata al settore che si è ridotta notevolmente... si del 7%!

La domanda a questo punto è ovvia: chi nei fatti ha usufruito di tanta generosità? dove sono finiti 1327 milioni di dollari? La Sogin ha percepito la sua parte per la gestione delle scorie? Probabilmente si, e probabilmente una grossa fetta è andata alla ricerca sulla fusione nucleare, che a detta dei suoi sostenitori rappresenta l'energia del futuro... i "nuclearisti" infatti affermano che a favore del suo sviluppo c'è il dato di fatto che le risorse combustibili non sono non esauribili (l'acqua dal quale si ricava idrogeno e quindi deuterio e trizio, inesauribile? mah!)...  e perchè il sole e il vento si esauriscono invece?
Forse è vero: l'energia del futuro potrebbe essere dovuta alla fusione nucleare, del resto l'umanità continua a investirci da 70 anni, ha investito tanto, proprio tanto ma questa è un'altra storia...



Per approfondire:

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