Niente musica maestro: ci mancano le scarpe!
“Sicilia terra ballerina”: mio nonno lo ripeteva spesso, le condizioni di sismicità e il grado di rischio erano noti a tutti, o quasi.
Gli unici a non esserne informati erano gli amministratori e i tecnici che negli anni ’70 costruirono Catania, del resto la città è entrata tra le città sismiche solo nell’82 e fino ad allora il far west!
E adesso? Se si aprissero le danze la città sarebbe pronta a ballare? Temo che non abbia le scarpe adatte! Il sito web del comune di Catania riporta uno scenario di rischio veramente desolante: 972 abitazioni crollate, 13.000 abitazioni inagibili, 32.000 abitazioni danneggiate, 590 vittime, 1700 feriti e oltre 27000 senza tetto: un assaggio di apocalisse!
Lungi
da me voler fare propaganda terroristica, ma reputo la corretta
informazione e la consapevolezza siano fondamentali. Le abitazioni ormai
ci sono, costruite senza criterio e ovunque: non solo gli edifici
storici andrebbero consolidati, ma anche e soprattutto i condomini nati a
cavallo degli anni ’70 che non rispettano alcuna normativa antisismica e
che anche in considerazione dell’elevato numero di elevazioni
rappresentano un serio pericolo per l’incolumità dei residenti.
Cosa
fare allora? Abbandonare la nave che affonda? Non potrei mai lasciare
la mia casa, il mio piccolo scrigno di ricordi e speranze. L’Ordine
degli Ingegneri lo afferma ormai da anni e anche il blog di IPPOenergy
vuole dare una contributo ai fini della sensibilizzazione: è
fondamentale operare un recupero edilizio totale, un recupero edilizio
che abbraccia il pubblico e il privato. Occorre riqualificare scuole,
ospedali, palazzi storici, condomini, abitazioni private.
Rendere
antisismico un edificio esistente è possibile. La spesa da sostenere
non è eccessiva e il consolidamento può essere associato agli interventi
di restauro ed efficientamento energetico. E’ inoltre al momento
possibile usufruire delle detrazioni fiscali che sono state prorogate
fino a tutto il 2015 che permettono di recuperare metà della spesa
sostenuta entro il 31 dicembre di quest’anno e il 40% per le spese
sostenute l’anno prossimo.
E ‘possibile ad esempio recuperare le
facciate dei nostri condomini, sistemare i frontalini dei balconi che
presentano spesso problemi di infiltrazioni e degrado, consolidare il
tutto attraverso la posa in opera di una rete elettrosaldata e nello
stesso tempo coibentare l’edificio: coniugare sicurezza e risparmio
energetico è possibile. Dotiamo le dimore dei nostri figli di buone
scarpe, in grado di sostenere il ballo nel caso in cui il maestro
aprisse le danze!
Fonti:

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