A Salvatore.

21:20 Unknown 0 Comments


Napoli, luglio 2014, un cornicione cade e la giovane vita di Salvatore viene spezzata.

Sette anni fa a Palermo il crollo di un cornicione feriva 6 persone. A Rivoli nel 2008 il crollo del tetto di una scuola provocava 1 morto e 20 feriti, più recentemente a Palermo l’ennesimo crollo feriva 4 alunni in una scuola..
… e poi… e poi basta mi rifiuto di continuare!

Tragedie che si sommano a tragedie sfiorate, che riempiono le righe dei quotidiani. Tragedie annunciate, tragedie che potevano e dovevano essere evitate.



Ognuno di noi è responsabile. Ogni edificio pubblico e privato può diventare un’arma, può trasformarsi in una scure pronta a spezzare la vita all’ignaro passante… può trasformarsi nella tomba degli inquilini che al suo interno si sentono protetti.
Ma chi deve intervenire? Chi è il responsabile del crollo di un cornicione o dei calcinacci da un balcone? Nel caso di edifici singoli la risposta è ovvia ma nei condomini?
L’articolo 2043 del Codice Civile, denominato “Risarcimento per fatto illecito”, dispone che:
“Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno”.
Ne consegue che negli edifici condominiali l’obbligo ricade nell’Amministratore che ne riveste la carica di Legale Rappresentante.
Passeggiando per le strade della mia città è impossibile non notare lo stato penoso in cui versano i balconi, tanti dei quali nascosti dietro una terribile rete verde, che se da una parte protegge i passanti, dall’altra testimonia l’incuria, rappresenta il vessillo della vetustà che avvolge la città.  La decadenza di una intera civiltà rappresentata dai crolli, rappresentata dall’incuria e dalla tristezza. Occorre cambiare, occorre fare qualcosa, non è possibile restare con le mani in mano aspettando l’ennesima tragedia, ognuno di noi potrebbe essere Salvatore, il nostro bambino potrebbe essere Salvatore.
Non dobbiamo restare inerti, obblighiamo i nostro Amministratori Condominiali ad agire, agiamo noi stessi mettendo in sicurezza le nostre case: che siano rifugio sicuro e mai sepolcro di vite e speranze.

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